L’origine del nome Casamicciola si deve con ogni probabilità alla figura di Nizzola, una vecchia inferma di origine greca che si curò nel VIII secolo a.C. proprio con le acque locali: prese dimora in questa parte dell’isola che da allora cominciò a chiamarsi Casa di Nizzola; nel corso dei secoli il nome ha, poi, assunto la versione odierna.
A partire dal XIX secolo Casamicciola ospitò personalità del calibro di Giuseppe Garibaldi e Henrik Ibsen, desiderosi di curare i loro acciacchi nelle locali strutture curative.
La storia di Casamicciola nell’800 ha anche vissuto un evento tragico: il 28 luglio 1883, infatti, un terribile terremoto rase al suolo il suo centro abitato e da allora c’è il detto “sembra Casamicciola” quando si vuole intendere qualcosa che è andato completamente distrutto.
Oggi questo comune vive per lo più di turismo termale: le antiche strutture sono state riqualificate e affiancate da nuove che assicurano ai turisti un soggiorno piacevole e all’insegna del benessere.
La zona “di basso” è senza dubbio quella più trafficata e ricca di attrattive; il centro si sviluppa attorno alla rinnovata piazza Marina sulla quale si affaccia il famoso bar Calise, punto di ritrovo per la popolazione di tutta l’Isola d’Ischia.
Dalla piazza Marina parte il corso principale, un lungomare da poco riconvertito, caratterizzato da una elegante passeggiata sulla quale si affacciano negozi di prodotti tipici e boutique di abbigliamento tra le più fornite dell’isola.
Alle spalle del corso, verso l’interno si snodano i caratteristici vicoletti che collegano i quartieri dei pescatori con il porto: si tratta di una fitta rete di stradine che permettono di addentrarsi nell’anima marinaresca di Casamicciola e respirare gli odori della vita di tutti i giorni.
Lungo il corso troviamo anche diversi edifici di culto: la prima è la chiesa della Madonna del Buon Consiglio, cara ai marinai; la struttura, risalente all’Ottocento, si sviluppa su una sola navata e ospita un buon numero di statue di santi e alcuni dipinti di basso livello; all’esterno di rilievo è la torre con l’orologio che segnava la giornata di lavoro della gente di mare.
Andando avanti ci si imbatte nella chiesa di Santa Maria della Pietà del XVII secolo, anch’essa di modeste dimensioni, una navata, ma impreziosita dalla presenza di due opere del noto artista napoletano Andrea Vaccaro: una Deposizione ed una Pietà.
Sempre sul lungomare, ma in posizione un po’ più interna e rialzata, si trova la chiesa di San Gabriele, aperta nel 1931 in dimensioni molto ridotte e in seguito ampliata grazie alle donazioni di terreno delle famiglie della zona. Retta dai Passionisti per diversi anni, oggi la chiesa è interessante per i suoi stucchi, le sue colonne e i suoi capitelli; di rilievo sono poi le statue di San Gabriele e San Paolo della Croce ai fianchi dell’altare.
L’ultimo tratto del lungomare di Casamicciola è dominato da un enorme edificio in rovina: il Pio Monte della Misericordia. Si tratta di un mastodontico stabilimento termale di 13000 mq di superficie, progettato per permettere anche alla popolazione meno abbiente di potersi curare. La fondazione dell’istituto risale al Seicento anche se l’aspetto attuale risale ai lavori cominciati alla fine dell’Ottocento, dopo il terremoto, su progetto di Giuseppe Florio. Quel che è certo è che ci troviamo di fronte ad uno dei primi esempi di termalismo sociale d’Europa.
Il Pio Monte della Misericordia è affiancato dalla strada che porta a Piazza Bagni, la zona dove è nato il termalismo isolano. Su questa piazza si affacciano, infatti, gli stabilimenti termali più antichi e prestigiosi dell’isola quali il Manzi, il Belliazzi, il Lucibello, l’Elisabetta ex Scioli.
Da piazza Bagni si può raggiungere la zona di Perrone, quartiere popolare caratterizzato da una fitta rete di vicoletti, o salire verso le zone di Casamicciola “di sopra”.
Questa zona, la più colpita dal terremoto del 1883, è oggi dominata dalla chiesa di Santa Maria Maddalena: costruita nel 1896, ha uno stile neoclassico ed è suddivisa in tre navate; molto ampio è il sagrato che si affaccia su una piazzetta alberata dove il giorno 22 luglio si svolge la festa in onore della Madonna a cui è dedicata la chiesa. Da qui si può salire ancora verso la Rita, zona famosa per i fanghi naturali o procedere per piazza Majo, il vecchio centro di Casamicciola di sopra, prima del terremoto. I boschi che sovrastano questa zona rappresentano il vero polmone verde dell’isola e sono molto frequentati nella stagione autunnale da coloro i quali vanno a funghi; alcuni sentieri, poi, permettono l’ascensione verso la cima dell’Epomeo, la vetta più alta dell’isola.
Da Casamicciola di sopra si può godere di un panorama davvero invidiabile: soprattutto nella zona della Sentinella la vista sulla Marina e il porto è di grande fascino: qui in passato hanno trascorso giornate liete Garibaldi, Ibsen e Benedetto Croce; qui si trova pure l’Osservatorio geofisico, costruito dopo il terremoto del 1883, per studiare l’attività sismica isolana.
Interessante è poi la zona delle pinete di Casamicciola, situata al confine con il comune di Ischia: essa si estende intorno al cratere del Rotaro, una delle antiche bocche di fuoco del vulcano Epomeo e, oltre che dal punto di vista naturalistico, è degna di nota per il meraviglioso panorama su tutto il lato nord-orientale dell’isola. Di rilievo è, infine, proprio il cratere del Rotaro, conca ricoperta di alberi dal diametro di 375 metri: si tratta di uno dei segni più evidenti dell’antica attività vulcanica di Ischia.
La zona di confine tra Casamicciola ed Ischia Porto presenta, affacciate sul mare, altre due meraviglie legate al termalismo: il parco termale Castiglione e le sorgenti del Bagnitiello.
Arrampicato su un tratto di costa a strapiombo sul mare, il Parco Termale Castiglione è uno dei parchi termali più importanti dell’isola; sulle terrazze affacciate sul mare si dispongono le piscine termali e gli ambienti adibiti alla cura della persona che lo rendono molto accogliente pur se più piccolo rispetto ad altri parchi dell’isola.
Le sorgenti del Bagnitiello si trovano sempre sulla strada per Ischia ma qualche centinaio di metri prima dell’ingresso del Castiglione. Si tratta di sorgenti naturali che in alcuni punti raggiungono 40° C, i cui benefici sono usufruibili attraverso lo stabilimento posto su una serie di passerelle affacciate sul mare, dove si può passare una giornata di assoluto relax.

CASAMICCIOLA TERME: STORIA

Casamicciola è la prima cittadina termale fra tutti i comuni dell’Isola d’Ischia. A chi giunge da Ischia (scrive G. Deuringer) Casamicciola appare come un vero paese-presepe sul mare. Quando è bel tempo tra i colli e le colline che in dolci ode verdeggianti e fiorite vanno dalla Sentinella al Taborre sembra che Casamicciola si abbandoni al declivio fino al lido…. si dice che Casamicciola deriverebbe da Casa Nisola dal nome della fanciulla greca eritrese Nisula, che, storpia non potendo fuggire durante l’eruzione del Monte Rotaro nel ’700 a.C. rimase in questo ameno luogo dove risanò tramite le virtù delle locali acque termali.
Quando negli altri comuni, ad eccezione di alcune sorgenti, il termalismo era solo un termine generico scientifico Casamicciola era già in campo termale una “locomotiva a vapore” che marciava a un ritmo d’avanguardia. A Casamicciola o meglio ai Bagni di Casamicciola Il giungevano forestieri da tutt’Italia. Uomini di scienza, poeti ed artista alloggiavano nella celebre città. Ospiti illustri furono Benedetto Croce e De Rivaz. Fino alla seconda metà dell’800 Casamicciola possedeva complessi termali di primo ordine. Grandi stabilimenti come il “Pio Monte della Misericordia” le terme Belliazzi sulla storica fonte del Gurgitello e le terme Manzi. Nelle terme Manzi è ancora conservata e da visitare la vasca dove Giuseppe Garibaldi nel 1864 fece alcuni bagni per la ferita (ed i dolori) riportata sull’Aspromonte.
In tutta l’area di Piazza Bagni Funzionano numerosissimi stabilimenti termali. Al centro della Piazza vi è l’ingresso delle antiche terme Manzi di recente ampliate e rimodernante con le colonne pompeiane che ornano il porticato d’ingresso. Le terme Belliazzi, terme Fiola, terme Maltempo, terme Elisabetta (ex Scioli), terme Stefania, terme Miramonte e Mare offrono cure di prima qualità: un’industria termale che nei prossimi anni farà diventare Piazza Bagni “Il giardino dell’Europa unita”. In tutti la zona vi sono graziosissime pensioni a conduzione familiare, bar, ristoranti e numerose le attività commerciali in allestimento. Il tutto per offrire un soggiorno sereno ed offrire e ospitalità con amore e professionalità ai nuovi “bagnanti” e per offrire la formula vacanza uguale salute.

(Guida medica alle cure termali dell’isola d’Ischia – Dott. A. Mazza)

CASAMICCIOLA TERME: BACINI E SORGENTI

Il “Bacino del Gurgitello” occupa un’estesa zona e trovasi ai piedi della collinetta Ombrasco in località “Piazza Bagni” centro e cuore della cittadina termale. Johannes da Casamicciola, G. Jasolino e il De Quinzi già nel ’300, ’500, ’700 scrissero numerosi trattati sul potere benefico e curativo di tali acque. Nel 1757 d’Aloisio scisse un imponente volume di 488 pagine dal titolo ” L’infermo istruito nel vero salutevole uso de’ rimedi minerali dell’Isola d’Ischia“. Nel 1835 J. E. Chevalley De Rivaz medico di origine franco-svizzero, ma stabilmente vissuto a Casamicciola scrisse “Description des eaux minero-thermales et des ètudes de ille d’Ischia” dove citava ampiamente le acque del grande bacino del Gurgitello. Confluiscono in tale bacino tutte le sorgenti locali dette del Gurgitello, Ombrasco, Cappone, Olivi, Tamburo, Dello Stomaco, dell’Oro, Argento, Ferro, dell’Occhio (bagno fresco). Le acque di tali sorgenti sono tutte salso-bicarbonate alcaline. Il secondo bacino “Vallone -La Rita” comprende il bacino del Cotto e bacino “La Rita”. L’acqua di “La Rita”, cura le malattie dell’apparato digerente, del ricambio, artotroreumatiche, le malattie cerebrospinali, quelle degli organi genitali. Essa è limpida, inodore, incolore di sapore prevalentemente salino e manifesta una reazione altamente alcalina.
Il fango medicamentoso (acqua minerale+fango) della Cava “La Rita” utilizzato dagli stabilimenti S. Rita di Monti Francesco, S. Rita di Michele Castagna, S. Rita di Castagna Luigi è di colore grigio, carico, pastoso, attaccaticcio, di reazione alcalina, di odore marcato di idrogeno solforato.L’acqua che lo mineralizza è carbonata clorurasodica.
Sono numerosi e sorprendenti i risultati ottenuti in malattie gravi e ribelli a tutte le cure farmaceutiche -Le applicazioni dei fanghi La Rita – scriva il Morgera – resi di ragione pubblica dai pratici isolani, invogliarono i più potenti medici e chirurghi napoletani a provare le virtù e sperimentare l’efficacia in diverse e gravi malattie, e gli effetti benefici meravigliosi ottenuti in molti anni di seguito superarono la loro aspettativa.
Oramai è nel coinvolgimento -scrive Morgera- degli idroterapisti e del pubblico di tutte le nazioni civili che i fanghi “La Rita” giovano nelle seguenti malattie: sinoviti croniche, idrarti, artriti deformanti, paralisi periferiche reumatiche contratture isteriche, retrazioni tendino muscolari, anchilosi incomplete, rachitismo incipiente, paralisi infantili recenti, ingorghi ghiandolari, fratture, lussazioni, affezioni cutanee.

(Guida medica alle cure termali dell’isola d’Ischia – Dott. A. Mazza)

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